L’attualità irrompe alla 82. Mostra del Cinema con Kathryn Bigelow (nella foto d’apertura) di nuovo alla regia dopo otto anni di assenza, per la sesta volta al Lido, di cui quattro in Concorso.
Accolta come una sacerdotessa, adorata dai cinefili di ogni latitudine, prima (e finora unica) donna nella storia del cinema ad aver vinto l’Oscar come migliore regista (The Hurt Locker del 2008), Bigelow lavora solo quando ha tra le mani una sceneggiatura in cui crede, altrimenti saggiamente si ferma e fa altro.
In A House of Dynamite (in Concorso), tra i film più attesi della Mostra, si capisce che crede moltissimo.

Dopo Il Mago del Cremlino sull’ascesa di Putin, la macchina da presa si sposta negli Stati Uniti contro i quali è in arrivo un missile atomico non rivendicato e foriero di scenari terribili.
Alla Casa Bianca si freme e si trema mentre in sala si ringrazia per il ritorno della regista statunitense, 73 anni, bella come un’attrice, a proprio agio in scene testosteroniche, capace di cucire un nuovo thriller politico senza un momento di noia.
A quattro giorni dall’assegnazione dei Leoni, nel mondo a parte che è la Mostra del cinema entra il mondo vero che sta oltre il ponte della Libertà, quello che la regista definisce appunto “una casa di dinamite” che può esplodere in ogni momento.

Nella corsa contro il tempo per fermare la catastrofe sono all’opera due alti funzionari interpretati da Idris Elba e Rebecca Ferguson, in passerella con il vestito sollevato su due zeppe che guai se faranno tendenza.
Abito lungo nero, occhiali da sole, stivali texani chic per la regista, preceduta sul tappeto rosso dalla modella Eva Herzigova.
Il film, che la critica vuole pronto per gli Oscar, uscirà in alcuni cinema selezionati l’8 ottobre e in streaming il 24. Netflix, che lo produce, già festeggia.


