I 24 minuti di applausi in Sala Grande, la commozione, la gente che due ore dopo la proiezione ancora piangeva, non bastano a far vincere il Leone d’Oro a The Voice of Hind Rajab della regista tunisina Kaouther Ben Hania.
Al film che non è nemmeno un film, ma un pugnale nella coscienza di tutti, un grido raggelante in nome di tutti i bambini uccisi a Gaza come la piccola Hind, va il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria. Un compromesso tra l’eccezionalità dell’opera e il suo peso politico.

Il Leone d’Oro per il miglior film della 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica va invece a Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch, forte di un cast pazzesco che conta, tra gli altri, Tom Waits, Adam Driver, Cate Blanchett, Charlotte Rampling.

La Giuria presieduta da Alexander Payne assegna il Leone d’Argento-Premio per la migliore regia a Benny Safdie per The Smashing Machine con Dwayne Johnson ed Emily Blunt.
La Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile va all’attrice cinese Xin Zhilei, protagonista nel film The Sun Rises on Us All di Cai Shangjun, che la solleva al cielo pazza di gioia. A Toni Servillo, protagonista di La Grazia di Paolo Sorrentino, la Coppa Volpi maschile.

E ancora il Premio per la miglior sceneggiatura a Valérie Donzelli e Gilles Marchand per il film À pied d’œuvre; il Premio speciale della Giuria a Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi mentre la giovane attrice svizzera Luna Wedler riceve quasi incredula la Coppa Marcello Mastroianni per la sua interpretazione in Silent Friend di Ildikó Enyedi.

In mille, per oltre un’ora, sull’affollatissimo red carpet poi alla cerimonia in Sala Grande seguita dalla proiezione del film Fuori concorso Chien 51 diretto da Cédric Jimenez con Gilles Lellouche, Louis Garrel e Valeria Bruni Tedeschi.
Fan dietro le transenne fino all’ultimo, stravolti ma felici, e domani finalmente potranno dormire.
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