La scrittrice napoletana Wanda Marasco, 72 anni, vince la 63. edizione del Premio Campiello di Confindustria Veneto con il romanzo “Di spalle a questo mondo” (Neri Pozza) che conquista 86 voti.
La lunga treccia bionda, l’emozione che sa di riscatto dopo l’esclusione dallo Strega, tra le mani la vera da pozzo sfilata d’un soffio a Fabio Stassi che con “Bebelplatz” (Sellerio) arriva a 83 preferenze.
Restano distanti gli altri tre finalisti della cinquina: Monica Pareschi autrice di “Inverness” (Polidoro) a quota 58 voti, Alberto Prunetti con “Troncamacchioni” (Giangiacomo Feltrinelli) a 36, Marco Belpoliti con “Nord Nord” (Giulio Einaudi editore) fermo a 19.
Questo il verdetto della Giuria dei Trecento Lettori anonimi che ha trascorso l’estate a leggere, forse rileggere, confrontare, valutare, in vista della premiazione di questa sera.
In mille al Teatro La Fenice per la cerimonia in diretta su Rai 5 affidata, sul palcoscenico, alla giornalista Rai Giorgia Cardinaletti e al cantautore Luca Barbarossa con la sua Social Band che ha accompagnato la presentazione di ogni libro con una canzone.
Affollato il foyer per il primo evento cultural mondano dell’autunno che riunisce in un colpo solo industriali, imprenditori, editori, scrittori, speranze, scaramanzie e i destini della narrativa italiana da qui ai prossimi mesi.
Sul tappeto rosso il presidente di Confidustria Veneto e presidente della Fondazione Il Campiello Raffaele Boscaini, la presidente del Comitato di gestione Mariacristina Gribaudi, il presidente della Giuria dei Letterati Giorgio Zanchini.
Tra una pagina e l’altra, anche due parole sottovoce su come butteranno le prossime elezioni regionali. Luca Zaia, al suo ultimo Campiello da governatore del Veneto, scruta il proprio futuro e dice: «Le porte della Fenice non chiuderanno, si entrerà ancora».
Arriva e scompare Elisabetta Sgarbi della Nave di Teseo, passa Emanuela Bassetti di Marsilio e, via via, la direttrice della Fondazione Querini Cristiana Collu, la rettrice di Ca’ Foscari Tiziana Lippiello, Roberta Polato Rossi, i veneziani in arrivo da Cortina, quelli che non mancano mai e già si preparano alla stagione che verrà.
Ultimo Campiello da sindaco anche per Luigi Brugnaro, nel giorno del suo compleanno, e dunque interrotto a ogni passo da baci, abbracci, auguri per i 64 anni e per tutto il resto. Il sovrintendente Nicola Colabianchi, che invece è al primo, osserva e annota.
Due ore di cerimonia per consegnare fino all’ultimo premio: il Premio Fondazione Il Campiello a Laura Pariani, il premio per l’Opera Prima assegnato ad Antonio Galetta, autore di “Pietà” (Giulio Einaudi editore), il Campiello Giovani al padovano Giacomo Bonato, 17 anni già colmi di cultura e saggezza, il Campiello Junior, dedicato alla letteratura per i più giovani a Ilaria Mattioni e Chiara Carminati.
A Lauro Marchetti, con il libro “Memorie di Ninfa” (Allemandi Editore), va il Campiello Natura, fortissimamente voluto da Adele Re Rebaudengo, presidente di Venice Gardens Foundation.
Cena nelle Sale Apollinee conclusa con la maxi torta di Marchini Time. Quarantacinque chili e 310 monoporzioni di crema chantilly, pezzi di cioccolato fondente, scritta di zucchero, portati in teatro a pezzi e qui ricomposti, fragolina dopo fragolina.
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