Salone Alto Artigianato Venezia

Artigiani delle meraviglie

Quanta pazienza, quanta fatica, centimetro dopo centimetro, giorni che in un baleno diventano anni; le mani sempre indaffarate, la testa pure, per far uscire dal legno, dai metalli, dall’oro, dal vetro, dai tessuti l’oggetto che prima non c’era.

Ritorna in Arsenale la terza edizione del Salone dell’Alto Artigianato Italiano, promossa dal Comune e organizzata da Vela spa: 161 espositori, di cui una quarantina veneziani, su una superficie di 7.000 metri quadrati.

All’ombra delle Tese, fino a domenica 5 ottobre, ogni artigiano racconta il proprio mestiere, fatto di intelligenza naturale, spesso tramandato, sempre custodito come ogni atto unico e irripetibile.

Taglio del nastro con il sindaco Luigi Brugnaro e il viceministro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini.

Ecco dieci stand da non perdere.

Il restauratore di macchine da scrivere

Le Olivetti restaurate da Alessio Vescovo

Il ticchettio dei tasti, il rullo di stampa, i martelletti, il nastro inchiostrato. Alessio Vescovo ha appoggiato le mani su una vecchia Olivetti M40 a 14 anni e non le ha più staccate. Oggi restaura macchine da scrivere che arrivano nel suo laboratorio di Noventa Padovana anche dall’estero, con liste d’attesa di due anni. La remise en forme comporta lo smontaggio, la pulizia a ultrasuoni, il risciacquo con petrolio, la lubrificazione, la sostituzione delle parti danneggiate, come fosse un orologio. Tra i suoi clienti, scrittori, professionisti, collezionisti.

La moto con il serbatoio in vetro

La moto Venetia 1947 con il serbatoio in vetro di Murano

Chi ama le moto non ha paura di niente, nemmeno di dotarle di un serbatoio in vetro di Murano (7 chili di peso), tappezzeria da gondola, verniciatura nera, arabeschi in foglia d’oro, tappo a forma di leone alato. L’esemplare Venetia 1947 – costo oltre 100.000 euro – esce dall’officina Boccin Custom Cycles (Eraclea) di Lorenzo Solighetto e piacerà ai motociclisti che vogliono farsi notare.

I fiori di carta sembrano veri

I fiori in carta crespa di Curiosité Artisanale

L’effimero della bellezza rivive nei fiori un po’ spampanati di Juliana Stolberg (anche nella foto d’apertura), fondatrice del laboratorio Curiosité Artisanale a San Francesco della Vigna. La carta crespa tinta con il succo di barbabietola, il caffè, l’acquarello, riproduce i petali, lo stelo, le foglie rendendo quasi indistinguibile l’originale dal verosimile. Dai 35 ai 350 euro a fiore, che però non appassirà mai.

M’illumino di libri

Libri e macchine fotografiche diventano lampade

La lampadina appoggiata su una pila di libri o dietro una vecchia macchina fotografica e la lampada è fatta. Alessio Rotatori, insieme alla moglie Melina Verol, porta luce a oggetti che altrimenti finirebbero a intristirsi in qualche angolo della casa. Ogni lampada di Wonderalia di Trieste è personalizzabile con i romanzi preferiti o la Leica del nonno.

L’ombrello di Madonna

L’ombrello realizzato da Pasotti per Madonna

Ombrelli dal 1956, l’azienda Pasotti di Mantova ha realizzato anche il modello per l’ultima tournée di Madonna. Sul capino della cantante non potevano che piovere cristalli Swarovski cuciti a mano uno per uno su seta nera, con interno di pizzo. Egualmente pazzi per gli ombrelli di Pasotti, anche quando c’è il sole, Johnny Depp, Jennifer Lopez, Rihanna.

Un copriletto per gonna

Le gonne in tessuti riciclati di RE_store66

Il lenzuolo del corredo anni Sessanta, la tenda di pizzo, il copriletto che ha fatto il suo tempo, la tenda di lino, i tessuti africani, la vecchia tovaglia di famiglia, il sahari indiano, gli scampoli di denim da camiceria. Nulla si butta, tutto diventa un capo da indossare sotto le mani di Petra Doljak, creatrice del brand sostenibile RE_store66 a Maser (Treviso). Gonne da 130 a 200 euro, taglia unica, a portafoglio, che non si stirano.

I velluti di Antonia Sautter

Le borse in velluto della costumista Antonia Sautter

La costumista e stilista Antonia Sautter, che ha appena ricevuto il Diamonds of Excellence Award a Madrid, si porta avanti per il prossimo Ballo del Doge che coinciderà con la festa di San Valentino. Per le signore up-to-date è già pronta la borsa Mini Chic “Venezia è” in velluto rosso passione.

Un dinosauro per amico

Gli animali in vetroresina di Geomodel

Artigianato extralarge da Geomodel, laboratorio di Quarto d’Altino fondato da Mauro Scaggiante specializzato nella realizzazione di ricostruzioni tridimensionali a grandezza naturale di dinosauri e altri animali estinti, ma anche vivissimi quali il coccodrillo e il bisonte. Gli animali sono in vetroresina, quindi leggeri, ma in ogni caso piuttosto impegnativi. L’offerta è unica, il mercato è di nicchia quali parchi tematici, università, musei.

La gondola da 3.000.0000 di euro

La gondola d’oro e 1.200 diamanti

Per qualche settimana, lo scorso dicembre, è stata in vetrina dal gioielliere Tokatzian, in Piazza San Marco. Chi l’avesse persa, ora può rifarsi. La gondola d’oro a 18 carati di Vittorio Diana lascia momentaneamente il caveau della banca dov’è custodita e riappare sotto teca. Settantatré centimetri di lunghezza, tre chilogrammi d’oro, 1.200 diamanti (inclusi quelli dei cuscini) per un totale di venti carati, cesellature, smaltature. Per metà orafo, per l’altra gondoliere, Vittorio Diana ha impiegato cinque anni per realizzarla. Il costo è di 3.000.000 di euro, prendere o lasciare.

Il bonsai in ottone (ma cresce)

Un bonsai in ottone di Barone Italia

Il tronco, i rami, la chioma: tutto in ottone forgiato e lavorato a mano. L’azienda Barone Italia di Varese, da tre generazioni specializzata nella lavorazione di metalli, realizza bonsai che crescono. Ogni giorno o ogni anno gli artigiani possono aggiungere foglie alla pianta precedentemente acquistata, come fosse viva. Un mese per realizzare un bonsai di altezza media, prezzi fino a 6.000 euro.

  1. Una splendida carrellata di oggetti realizzati da mani sapienti e originali progetti. Prezzi, com’è ovvio, non alla portata di tutte le tasche. Ma ammirare non costa niente.
    Grazie, Manuela, sempre puntuale.

  2. Artigianato talmente alto da diventare inarrivabile, quindi inutile. Diventa una sfida tra la manualità e la fantasia progettuale: è una sfida che gratifica l’operatore che vuole superare sé stesso.
    A noi piace il bello dell’utile.

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