L’oste Arrigo apre Botega, come quelle di una volta, senza inutili fronzoli, dove si andava un po’ per comprare e un po’ per curiosare; dove magari ci si dava solo appuntamento, giusto per vedersi un attimo.
Accende le luci in Frezzaria, vicino a Piazza San Marco, la prima Botega (con una t) di Arrigo Cipriani, il quale, dopo i molti ristoranti sparsi nel mondo, Casa Cipriani a Milano, la Locanda di Torcello in divenire, i cinque ettari di campi di carciofi, dodici libri, un’idea al giorno, a 93 anni che non significano nulla si regala un negozio tutto suo, a immagine dell’Harry’s Bar.

La Botega (inaugurazione sabato 18 ottobre alle 15) è il compendio del marchio il cui stile, fatto di accoglienza e garbo, è sempre riuscito a sottrarsi all’emulazione, perché le ricette felici non si rivelano mai fino in fondo.
La semplicità, che Cipriani considera la forma più evoluta dell’eleganza, abita i locali dipinti di bianco, con i cassetti della credenza dai quali salutano le bottiglie di Bellini, le posate, le furlane di ViBi Venezia delle sorelle Viola e Vera Arrivabene Valenti Gonzaga, i prodotti di Cipriani Food, l’oggettistica Cipriani Lifesyle.

I devoti dell’Harry’s Bar ritroveranno le salse, l’olio biologico (27,5 euro), i biscotti, le meringhe (8 euro), le confezioni di tagliolini, tagliarelle, tagliardi, pappardelle (5,5 euro), il cui prezzo è giustificato dalle sette uova per ogni chilo di pasta, le cento tirature nel macchinario brevettato da Cipriani negli anni Ottanta, l’essiccazione lunga 16 ore, i due giorni di tempo per produrre un singolo pacco.

In vendita anche i bicchieri con il logo del barman che agita lo shaker, inclusi quelli del Manhattan, ideati da Giuseppe Cipriani e ritornati in produzione dopo il ritrovamento del disegno originale.

Un angolo del negozio è riservato a quei mariti, santi subito, che accompagnano le signore a fare shopping. Ben sapendo quanto l’attesa possa essere soporifera, Arrigo Cipriani ha destinato loro un tavolo con quattro poltroncine (la versione bianca di quelle Harry’s) e una selezione di cravatte Regimental.
Dietro il banco, le commesse avranno le divise in velluto, verde Cipriani e rosa Bellini, della vicina boutique Pot-Pourrì.

Vetrine già prenatalizie con le fugasse incartate a mano (37 euro) e i panettoni fino a 45 euro per quelli nella scatola di latta in edizione limitata e decorata dal disegno – ora inciso sulla porta dell’Harry’s Bar – del caricaturista americano Al Hirschfeld che in una sera del 1958 tracciò sul proprio taccuino il ritratto dei clienti abituali: Orson Welles, Peggy Guggenheim, Ernest Hemingway, Joe Di Maggio, Truman Capote. Così, per dire.


