Riapre La Colomba, storica trattoria nella quale per quasi un secolo la cucina finiva dove iniziava l’arte, i tavoli erano apparecchiati con posate e colori, un piatto di minestra valeva quanto un dipinto e aveva il vantaggio di sfamare.
Dopo anni di chiusura e la breve parentesi per l’evento del pop-street artist francese Jisbar nel 2021, il locale si presenta oggi alla città dov’era e com’era, con la nuova gestione della società Al Giglio e lo chef romano Giampaolo Zhan a dirigere la cucina.


Il tempo ha avuto riguardi verso l’osteria con stallo inaugurata nel 1929 da Arturo Deana che seppe riunire intorno a sé artisti in cerca di gloria, fino a diventare collezionista, mecenate, e a fare della Colomba una galleria in continuo divenire.
Gli arredi di quel formidabile cenacolo in Piscina de Frezzaria sono infatti rimasti intatti: l’onnipresente marmo verde Alpi, le lampade in ottone, la boiserie, i tessuti alle pareti, la cabina telefonica, le finestre originali, la porta del Cinquecento in legno e ferro rinvenuta durante le pulizie del locale.

Il ristorante riapre sale e salette da 200 posti sui due piani del ristorante che ospitarono, nel tempo, Peggy Guggenheim, Maria Callas, i Duchi di Windsor, ricchi e squattrinati, marinai e artisti che diventeranno famosissimi – Morandi, De Pisis, Chagall, Kokoshka, Picasso, Vedova, De Chirico – e mai una serata che fosse uguale all’altra.

Nel 1953, con la collaborazione del gallerista Carlo Cardazzo, nasce il concorso internazionale Un menu alla Colomba al quale, come a una mini Biennale, parteciparono centinaia di artisti chiamati a disegnare il frontespizio del cartoncino 30 x 30 dei piatti con i prezzi.

La cucina sarà local e global, con primizie del territorio e incursioni del contemporaneo. Trenta i dipendenti tra cuochi, camerieri e barman. Cantina con 150 etichette, prezzi intorni ai 70-80 euro, vini esclusi.
Aperto tutti i giorni, dalle 11 alle 23, per il prima e il dopo Fenice, il prima e il dopo Goldoni, per chi dice che a Venezia è impossibile cenare tardi la sera.


