Baci, bacetti, anche bacioni, ma con moderazione, al Ballo del Doge che felicemente coincide con il giorno di San Valentino, ragion per cui il tema si è scelto da solo.
La Scuola Grande della Misericordia illuminata di fucsia, animata da Cupidi furbetti pronti a scoccare frecce sugli amanti indecisi, cuori giganti, corteggiamenti, galanterie e l’intero arazzo delle passioni umane.

MoreAmore il titolo voluto dalla regista Antonia Sautter che da 33 anni, senza mai un cenno di cedimento, imbandisce il gala show per il quale arrivano ospiti da tutto il mondo, disposti a pagare fino a 5.000 euro per un posto supreme (sold out da settimane) prenotando da un anno per l’altro, con le prove dei costumi che iniziano a fine estate.

Il Ballo del Doge mantiene ciò che promette, ovvero un balzo all’indietro nei secoli, in altre epoche, sotto nuove sembianze; l’illusione di essere altro da sé per una notte, che è quella di sabato grasso, quando il Carnevale di Venezia, iniziato con le riverenze di Bridgerton in Piazza San Marco, attende l’ultimo assalto e poi farà i suoi conti.

Un anno di preparativi che brucia in poche ore, l’effimero della bellezza documentata da costumi cuciti a mano da uno stuolo di solertissime sarte e usciti dall’atelier di Antonia Sautter che conta 1.500 capi: piume, sete, velluti, trine, pizzi, corsetti, bustini, stecche, panier, gonne, sottogonne, ventagli, parrucche, scarpini, giri di perle e l’arsenale vario della vanità.

Attesi, dietro le maschere ti vedo non ti vedo, l’attrice Emma Thompson, lo scultore Anish Kapoor con la moglie Oumaima Boumoussaoui, il regista di eventi Matteo Corvino.
Gli allestimenti sono da far invidia a un teatro, come la sfera dorata che richiama i Giganti di Punta della Dogana, una conchiglia botticelliana, i leoni della Serenissima, il sipario allestito al piano nobile decorato con putti musicanti, i trionfi floreali a forma di cuore.


Per i 500 ospiti le performance dei cento artisti tra acrobati, ballerini, cantanti, attori della Commedia dell’arte; la cena placée imbandita da Lionello Cera – dalle ostriche a castraure di Sant’Erasmo – portata in tavola da 80 camerieri; il kiss me tonight corner, l’angolo dedicato ai baci, casti o brucianti, subito dirottati sui social.
Almeno a Carnevale, più amore per tutti, poi si vedrà.


