La chiamano la Casa Bianca, senza ambizione di confronto con quella più celebre, ma solo per distinguerla dalla Casa Rossa, che sorge a qualche centinaio di metri di distanza. Insieme, i due edifici montano la guardia all’isola di Sant’Erasmo, 3,2 chilometri quadrati di superficie, meno di 600 abitanti, un pezzo di campagna che pare gettato a caso in laguna.
Quando l’imprenditore francese Michel Thoulouze, 80 anni, già fondatore di un impero di 60 televisioni tra cui Canal +, la vide per la prima volta una ventina di anni fa, la proprietà era poco più di un rudere, ma in una posizione come non ce ne sono altre, sull’orlo dell’acqua, circondata da una terra che a forza di spaccarsi mani e schiena si sarebbe rivelata fertilissima e avrebbe dato il vino Orto di Venezia.

Dopo averla ristrutturata con amore, vissuta con felicità, riempita di figli, amici, pranzi, Thoulouze ha deciso di cederla per spostarsi nella vicina Casa Rossa, sede dell’azienda vinicola.
L’imprenditore ha affidato la vendita a Dimora Italia Real Estate, rappresentate a Venezia di Christie’s International Real Estate, che l’ha messa sul mercato a 3.800.000 euro comprensivi di oltre un ettaro di giardino e di un piccolo vigneto privato.

Per chi vuole mangiare a metro zero, bere il proprio vino, portare in tavola il carciofo violetto, salutare gli altri isolani per nome, essere a 20 minuti dall’aeroporto, ad altri 20 da Venezia, non vedere un turista nemmeno in fotografia, è il luogo perfetto per uscire dal mondo pur restandone al centro.
La rivista Elle Decor, che non ne perde una, ha dedicato alla villa un ampio servizio poiché è una di quelle proprietà che, da dimenticate, diventano indimenticabili; e, certo, il restauro dei 337 metri quadrati di superficie è stato lungo e laborioso, su e giù per l’antica scala in pietra, tra le 12 stanze, il soggiorno con camino, il pavimento in terrazzo alla veneziana levigato con semi di grano, i muri di mattoni a vista, e finestre ai quattro lati dell’edificio spalancate su alba e tramonto.

Da qui Thoulouze ha visto crescere i vigneti dopo aver liberato dai rovi undici ettari di terreno. Nel frattempo è diventato un abitante di Sant’Erasmo a tutti gli effetti, gira in Ape e il nome della figlia Mathilde, che piantò il primo vitigno, è stato dato ad altre bambine dell’isola.
Per stappare la prima bottiglia Thoulouze ha dovuto aspettare otto anni. Da allora la cantina ne produce circa 15.000 mila all’anno, solo vino bianco, destinato a una sessantina di ristoranti stellati e a chi ha la pazienza di mettersi in lista e aspettare.


