Emilia Kabakov

Il Diario di 500 veneziani

Questi sono i veneziani, quelli veri, che non si lamentano, non gufano, che ricordano ma guardano avanti, grati di esser stati scelti per quello che rappresentano.

Ciascuno di loro porterà un oggetto simbolico, accompagnato da un breve testo (anche vocale), che racconti il legame con Venezia; tutti insieme, l’uno accanto all’altro, faranno parte un’opera collettiva, monumentale, che dal 9 maggio al 28 giugno, in concomitanza con la Biennale Arte, sarà esposta nel piano nobile di Ca’ Tron, sede dell’Università Iuav, affacciata sul Canal Grande.

L’incontro da CREA alla Giudecca

Protagonisti del Diario veneziano dell’artista Emilia Kabakov (nella foto d’apertura) saranno 500 abitanti della città metropolitana, senza limite d’età, in laguna da sempre o per scelta, chiamati a far parte di un’installazione totale, fatta di desideri, memoria, affetto.

Non una mostra su Venezia, ma insieme a Venezia, viva, corale, nella quale i residenti non saranno i visitatori, bensì gli artisti, narratori delle proprie storie stratificate con quella della città.

I veneziani che hanno portato i propri oggetti

Ideato da Ilya Kabakov ed Emilia Kabakov, oggi sviluppato da Emilia Kabakov a tre anni dalla scomparsa del marito, curato da Cesare Biasini Selvaggi e Giulia Abate, organizzato da BAM, il progetto è partito in questi giorni con l’Open Call alla quale sarà possibile rispondere fino al 22 marzo.

Dopo un primo appuntamento al Bea Vita, a Cannaregio, è stata la volta dell’incontro da CREA, Cantieri del Contemporaneo, alla Giudecca.

Il piano nobile di Ca’ Tron, sede dello Iuav

Veneziani in coda per consegnare il proprio pacchetto che, a fine mostra, sarà restituito. Così l’arte ha aperto gli armadi e liberato la fantasia.

Nel Diario cittadino – tra i tanti oggetti – figureranno tessere dello stadio Penzo, una vecchia bilancia del mercato per pesare il pesce, giocattoli, conchiglie raccolte al Lido, calchi di maschere, collane di perline, locandine di mostre, libri, una scatola di Baicoli di latta riutilizzata per il cucito, una noce di cocco telecomandata per attraversare la laguna, una sciarpa del Venezia Calcio.

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