Spunta un razzo nel parco dell’isola di San Giacomo, sede della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo che irrompe alla 61. Biennale Arte puntando diritta verso il cielo.
La scultura metallica alta 15 metri, visibile nella laguna Nord come una torre del futuro tra i campanili di Murano e Burano, è opera dell’artista polacca Goshka Macuga e s’intitola GoNoGo, in riferimento alla procedura di verifica finale go/no go che precede un lancio aerospaziale.

I veneziani, quei veneziani che si erano interrogati di fronte al profilo indiscutibilmente missilistico dell’installazione, possono stare sereni.
Simbolo di tensione tra desiderio di progresso e insicurezza, GoNoGo resterà immobile sulla rampa blu elettrico a guardia ai 12.000 m² dell’isola che, dal prossimo 7 maggio, diventerà la terza sede – dopo Torino e Guarene, nel Cuneese – della Fondazione culturale.
Acquistata nel 2018 da Patrizia Sandretto e dal marito Agostino Re Rebaudengo, dopo sessant’anni di abbandono, San Giacomo in Paludo ritorna viva, verde, fertile e autosostenibile, luogo di produzione artistica, sperimentazione, riflessione ecologica.

L’intervento di recupero, durato cinque anni, ha interessato il restauro delle tre polveriere del presidio militare di età napoleonica, costruito nel 1810 dopo la demolizione dell’antico monastero di San Giacomo Maggiore, la messa a dimora di nuovi alberi, il consolidamento delle rive.
Negli spazi esterni, oltre al razzo di Goshka Macuga, già presentato tre anni fa a Palazzo Strozzi a Firenze, troveranno casa altre installazioni site-specific quali Old Tree (Pink Seas) di Pamela Rosenkranz, Patriarchy = CO₂ di Claire Fontaine, Nixe di Thomas Schütte.

Subito ricchissimo il programma espositivo, forte delle mostre Fanfare/Lament, personale dell’artista Matt Copson, a cura di Hans Ulrich Obrist, con musiche composte da Oliver Leith; Don’t have hope, be hope!, con una selezione di opere della Collezione Sandretto Re Rebaudengo; Isola di San Giacomo 2022–2026, a story in images, una serie di fotografie scelte dai progetti di Giovanna Silva e Antonio Fortugno, invitati nel 2022 a documentare il processo di trasformazione dell’isola. Com’era e com’è.
L’isola di San Giacomo sarà inizialmente visitabile durante le inaugurazioni delle mostre, concomitanti con le Biennali di Venezia, e in occasione di visite guidate per gruppi, organizzate su prenotazione.


