Pop Bites Giuseppe Veneziano

“Pop Bites”, l’arte a morsi

L’arte da mangiare, le opere servite nel piatto, l’atto creativo come uno show cooking.

Dalla tela alla tavola in un sol boccone, dopo le tappe di Milano e Bologna arriva a Palazzetto Pisani il terzo appuntamento di Pop Bites, la rassegna ideata e curata da Giorgio Chinea Canale e promossa dal collezionista e mecenate Francesco Noto di FGN Consulting. 

Protagonista della mini-mostra, aperta per una settimana appena e allestita in un salotto che pare un pasticcino, è l’artista Giuseppe Veneziano, siciliano, classe 1971, tra i principali esponenti della pittura pop contemporanea, che usa l’ironia come un pennello, il cibo come simbolo culturale, la cronaca come ispirazione.

Da sinistra, Giorgio Chinea Canale, l’artista Giuseppe Veneziano,
Sedia con corpo adagiato, Francesco Noto

Fino al 4 giugno, dieci opere dedicate al tema del food: otto tele e due sculture, Pandoro Gate dedicato alla nota influencer disarcionata dal dolce natalizio; e Blue Banana rivolta al noto artista il cui frutto fissato al muro con il nastro adesivo fu acquistato all’asta da Sotheby’s per 6,2 milioni di dollari.

Pandoro Gate, 2023
The Blu Banana, 2024

Nulla è intoccabile per l’artista, tranne la volontà di prendere a morsi i luoghi comuni, affettare le coscienze, cucinare a fuoco lento l’attualità.

Arte e convivialità sullo stesso piano di cottura dove l’Uomo ragno si perde in un supermarket con la lista della spesa in mano, la Madonna è quella del Cannolo, la Gioconda ha la bocca tappata, l’Ultima Cena si trasforma nell’Ultimo selfie (nella foto d’apertura): Gesù e i dodici apostoli tutti con il cellulare in mano a caccia di like sui social.

Lost in the Supermarket, 2022
La mostra a Palazzetto Pisani

Vernissage affollatissimo intorno alla performance Sedia con corpo adagiato, opera vivente in omaggio alla celebre scena dedicata alla Biennale raccontata da Alberto Sordi nel film Le vacanze intelligenti in cui Anna Longhi, distrutta dalla stanchezza, si siede su una sedia e viene scambiata per un’opera d’arte.

L’inaugurazione

Immobile per tre ore, con l’occhio stravolto, l’attrice è stata vestita dall’atelier di Stefano Nicolao che ha confezionato l’abito e il cappello uguali a quelli della pellicola. Nel palazzo affacciato sul Canal Grande, dietro campo Santo Stefano, è stata portata anche la pianta identica a quella utilizzata nella scena del film.

Per chiudere la serata Risotto alla Veneziano, ovvero risotto allo champagne, polvere di limone, pesto pantesco, pomodoro piccadilly e basilico a volontà.

  1. Fantasia senza freno! la mia veneranda età mi rende difficile comprendere tutto questo. Ringrazio però Manuela per le sue oltremodo accurate presentazioni.

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