Mostra Babel

“Babel”, il vetro oltre i social

L’antichissimo vetro non è mai stato così moderno, oltre questo tempo perso dietro ai social, appeso ai like, inghiottito dall’intelligenza artificiale.

Il fragilissimo vetro diventa luogo di scrittura, monito, metro di giudizio sulla deriva dell’iperconnessione nell’opera di Marco Toso Borella, pittore, scrittore, fondatore e direttore della Big Vocal Orchestra – il coro più numeroso d’Europa – ora protagonista al Museo del Vetro di Murano della mostra Babel, prodotta da Fondazione Musei Civici di Venezia, curata da Chiara Squarcina, aperta al pubblico fino al 30 marzo 2027.

Marco Toso Borella

L’evoluzione contemporanea del graffito su foglia d’oro applicato in fusione al vetro dell’artista muranese trova espressione in una ventina di opere da guardare aguzzando bene la vista perché, come in una tavola di Bosch, è il minuscolo dettaglio a dettare l’insieme.

Scacco Matto

Come un miniaturista, Toso Borella lavora infatti sul centimetro quadrato, per settimane, certamente senza cellulari intorno: la creazione della colla vitrea, la stesura della foglia d’oro 24 carati, l’incisione a mano libera con un ago, la cottura dell’opera in forno, rinnovando l’antica tecnica praticata per secoli dalla sua famiglia di maestri vetrai.

L’inaugurazione della mostra al Museo del Vetro di Murano

La sostanza, però, è molto diversa. L’attualità digitale s’impone come soggetto di queste “pagine di vetro” in 3D ricche di simboli, creature fantastiche, allusioni, paradossi, allegorie come la scacchiera sulla quale si muovono il cavaliere social, il critico d’arte venditore di fumo, il grillo parlante, fino alla banana di Maurizio Cattelan attaccata con il nastro adesivo al pavimento.

Don Chisciotte

Babel come il Don Chisciotte in bicicletta che sfida l’ansia dell’apparenza, le fake news, il tribunale dei cuoricini, più ne ricevi, più vali.

Di fronte alla regressione delle emoji, allo strapotere dell’intelligenza artificiale, Toso Borella risponde graffiando non solo l’oro, ma anche le coscienze.

Le cornici con le antenne

Le cornici delle opere in mostra hanno le antenne e le manopole delle vecchie radio. Se la capacità di concentrazione oggi non supera i pochi minuti, è il messaggio, cambiate canale.



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