Fondazione Maddalena Di Giacomo Venezia

Memorie di madre in figlia

Di madre in figlia, nel ricordo e nell’affetto, negli oggetti cari che la prima ha raccolto con passione e la seconda ha riordinato con cura, trovando infine uno spazio che assomigliasse a entrambe e tenesse viva la memoria di famiglia.

Al piano nobile di Palazzo Valier, secondo la tradizione l’ultima dimora veneziana di Giorgione, apre la Fondazione Maddalena Di Giacomo dedicata alla collezionista, editrice e pianista scomparsa a Roma nel 2016 a 66 anni, ma sempre presente a Venezia, al punto da desiderare che le sue ceneri fossero disperse in laguna.

La Nuvola di Peter De Cupere

Dieci anni dopo, la figlia Alexandra Mazzanti, a sua volta curatrice e fondatrice della Dorothy Circus Gallery con sedi nella capitale e a Londra, inaugura questo Petit Museum de la Femme, di fronte alla chiesa di San Silvestro, a pochi passi da Rialto, risultato di quattro anni di lavori e di una devozione che l’assenza, invece di attenuare, ha sublimato.

La sala Tra due alberi

Nei 500 metri quadrati del palazzo rivivono la grazia e l’eleganza che accompagnarono la vita di Maddalena Di Giacomo: gioielli sentimentali tra il XVII e il XIX secolo, ritratti femminili, miniature, antichi flaconi di profumo, rebus rings, una collezione di occhi d’amante georgiani, acquerelli su avorio raffiguranti l’occhio o gli occhi della persona amata da portare sempre con sé per non dimenticare né essere dimenticati.

Il ritratto di Maddalena Di Giacomo

Il passato non passa alla Fondazione Di Giacomo, le tracce di ieri affiorano fino a diventare presente nella prima mostra La Nota Mancante, concepita come un percorso multisensoriale tra dipinti, sculture e installazioni.

Le postazioni Profumo e Suono combinano elementi olfattivi e uditivi invitando i visitatori a sedersi, chiudere gli occhi, spegnere il cellulare, abbassare il tono della voce, per immergersi in quel flusso di intimità che legò madre e figlia.

I fiori in porcellana di Anna Volkova e la collezione di profumi
Fondazione Maddalena Di Giacomo
Una miniatura

Ogni sala ha un colore e un tema: Il desiderio, con l’opera It’s My Party and I Will Cry If I Want To” di Tiffany Bouelle, che raccoglie rare boccette di profumo conservate nelle loro scatole originali, dove i visitatori sono invitati a esprimere un desiderio personale soffiando su una candela; Il Giorno e la Notte che conserva il pianoforte a coda Steinway & Sons di Maddalena Di Giacomo; Tra due alberi, in omaggio alla scultura in legno intagliato Between Two Trees di Moe Nakamura; Giochi d’Acqua con l’installazione La Nuvola di Peter De Cupere nella quale infilare (letteralmente) la testa e perderla per un po’.

La Fondazione Maddalena Di Giacomo a Palazzo Valier

Quindi il Laboratorio Alchemico, uno spazio dedicato alla collezione di profumi Lalique, nel quale si stacca il bouquet di fiori in porcellana di Anna Volkova, e ancora la biblioteca e una foresteria destinata ad ospitare residenze per artisti.

Le due sale di damasco rosso dedicate allo storico dell’arte Michele Bernardi custodiscono sotto vetro i gioielli sentimentali collezionati da Maddalena Di Giacomo; oggetti minuscoli, delicati, quasi reliquie affettive sottratte al lutto, da guardare attraverso la lente d’ingrandimento.

  1. Uno sguardo sereno e compiaciuto su quest’opera, che lega bellezza e affetto, dedicata a una persona di valore che non è più fra noi.
    Grazie al focus di Manuela.

  2. Gentile Direttore,
    Grazie per questo suo bel articolo.
    Ci avviciniamo al secondo anniversario di questa sua fantastica avventura editoriale, e grazie a lei siamo tutti molto piu’ colti e informati sulla nostra amata Venezia.
    La prego di fare i complimenti a tutta la sua redazione.

    Cordialita’
    Gustavo

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