Venezia 78, nude alla meta

Meglio seminude, sicuramente qualcuno noterà. Via anche gli slip, tanto è ancora settembre. Fa molto caldo sul red carpet della 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica che generosamente accoglie (anche) signorine piovute dal niente, modelle per una sera, influencer, ospiti che confondono il tappeto rosso con il Billionaire.

Non c’è festival senza carne esibita, a chili, senza pensieri, senza paura, tanto tutto passa veloce e quello che ieri sembrava audace (i copricapezzolo dell’attrice Salomè Dewaels di “Illusioni perdute”) il giorno dopo impallidisce di fronte a vestiti disegnati da menti diaboliche.

Si aprono certe gonne su cerette brasiliane, su cosce più o meno levigate dal pilates; scivolano sulla schiena certi straccetti che scoprono pallidi glutei ingioiellati; irrompono svelandre, reggiseni che sembrano armi contundenti, outfit che si misurano in millimetri; è gara di spacchi, tagli, oblò, strappi, sfese e chi più ne ha meno ne mette.

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  1. Mi sembrano
    inutili presenze,
    vestite di niente.
    Come giustamente dici, alcuni apprezzano,
    domani le avranno già dimenticate.
    Mirella

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