Biennale chic e rock

Un po’ chic, un po’ rock, così come viene, alla 59. Esposizione Internazionale d’Arte. Outfit da tutto il mondo tra i Giardini di Castello e l’Arsenale, con il colori del proprio Paese o con la sensazione di aver sbagliato data e luogo, come il trio punk rock arrivato da Londra in largo anticipo rispetto alla Biennale Musica.

L’arte di vestirsi non s’inventa, guai a fare un abito brutto perché qualcuno potrebbe comprarlo; ma la Biennale tutto accoglie e perdona. Anche certe svelandre incomprensibili, certe pance scoperte, un loden scappato dal guardaroba invernale, i gambaletti di rete, la tinta color aragosta, il pellicciotto da montagna.

Poi c’è lo chic di certe signore che arano il ghiaino sui tacchi sottili come fossero in pantofole, portano al braccio la borsetta di Frida Kahlo, si stringono nel trench total black che va bene da qui all’eternità.

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Cos’altro?

Pink Power

No, non è la Biennale Musica

Come a Cortina

Raggiante

Così, nell’armadio a occhi chiusi

Total black

Alla Biennale come al mercato

Pietà, il loden no

Trasparenza diabolica

In bianco non si sbaglia

Imbronciate

Lo charme parigino di Laura Restelli Brizard

La borsa di Frida Kahlo

Mai senza cappello

Orlo lungo come le trecce

Coordinati

Basta il sorriso

Chic e basta

Variopinte

Tra il bianco e il nero l’arancione sospetto della tinta

Quadretti e barbetta

  1. Guardare le persone è un modo per capire cosa ci succede intorno. Fotografarle è un modo per condividere questa percezione. E per costruire un archivio della nostra storia.
    Grazie

  2. Merci chère Manuela pour m’avoir mis en cover de votre article d’ouverture de La Biennale 🙏 Joli cliché dans le miroir 💗 Mes amis ont adoré cela. Vive l’Art, vive la Beauté, vive la Vie❣️ Laura Restelli Brizard

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