Da calle Contarini Corfù a campo della Carità, sedici vetrine l’una via l’altra, tre ingressi, luce a volontà per uno spazio immenso dedicato all’arte, che è insieme nuovo e storico, ottenuto per addizione.
L’ex negozio dell’antiquario Scarpa e l’ex Cinema Accademia (nella foto d’apertura) si sono infatti presi per mano, sommandosi e completandosi fino a formare i 1.200 metri quadrati di Galeries Bartoux, prima sede italiana del gruppo fondato nel 1993 da Robert e Isabelle Bartoux che oggi conta venti gallerie tra Europa e Stati Uniti.

Dal perimetro mancava ancora Venezia, arrivata dopo la trattativa con le sorelle Finzi, proprietarie dell’immobile, un investimento di cinque milioni di euro, due anni di lavori.
L‘edificio ristrutturato ritorna alla città con il giardino strappato alla sterpaglia, il Café des Arts curato da Marcandole di Salgareda e la terrazza, come un corpo unico, nel quale i veneziani ritroveranno qualcosa di sé.
La galleria diretta da Lorenza Lain, già alla guida di Ca’ Sagredo per 18 anni, riporta vita nel complesso che dal 1928 al 2002 ospitò il Cinema Accademia, alla cui cassa hanno pagato il biglietto generazioni di residenti, dove andavano a smorosare gli studenti del Marco Polo, frequentato dai cinefili che trovavano film d’essai per i loro palati esigenti.
Ventitré anni dopo la chiusura e il conseguente abbandono, la sala diventa un cinema immersivo di 500 metri quadrati, soffitti alti tre piani, due produzioni video inedite all’anno realizzate con lo studio francese Superbien.

La ristrutturazione, affidata all’architetto Patrizia Zambelli e realizzata da Orseolo Restauri, ha conservato le tracce del passato, quali le travi in legno, i mattoni a vista, le boiserie, una porzione della vetrata originale che si è salvata non si sa come.
La prima mostra è dedicata a Salvador Dalì: sculture, dipinti, litografie dell’artista spagnolo e un film immersivo che proietta a 360 gradi le immagini di una Venezia surreale.
Il primo evento è invece già in calendario per mercoledì 22 ottobre nell’ambito della Venice Fashion Week di Venezia da Vivere con le mani sapienti di tre designer venete e cinque studenti della Magistrale in Moda dello IUAV.
In serata opening di manica larga, affinché fosse davvero la festa della città e non un modo di dire. Cocktail artistico-chic tra lecca lecca di gamberi con i baffi alla Dalì. Galleristi, collezionisti, artisti, il governatore Luca Zaia per il taglio del nastro e i veneziani, con il dito puntato a ricordare dove si compravano i pop corn, com’erano piccole le poltroncine, quanto tempo è passato, ma non invano.
Sfoglia la gallery













