Leone d'oro Venezia 83

Venezia 83, il Leone è donna

Finisce così, con il Leone d’Oro a Woman Unknown, il film della danese May el-Toukhy, unica regista donna presente in Concorso alla 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, che si porta a casa anche la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile consegnata a Mathilde Arcel.

Il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria va a Possible Love del regista coreano Lee Chang-dong mentre quello per la Migliore Regia è assegnato a DAU del regista russo con cittadinanza britannica Ilya Khrzhanovsky.

Mette tutti d’accordo la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a John Malkovich, che ringrazia in video collegamento dal set in cui è impegnato, protagonista di Wild Horse Nine di Martin McDonagh grande favorito della vigilia.

Il Premio per la Migliore Sceneggiatura vola tra le mani dei registi francesi Stéphane Brizé, Coralie Amédéo, Olivier Gorce per Un bon petit soldat mentre il Premio speciale della Giuria viene assegnato a Naza, film documentario diretto dai giornalisti e cineasti israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor sul genocidio di Gaza e accolto alla proiezione in Sala Grande da 25 minuti di applausi.

L’attrice francese Malou Khebizi, tra gli interpreti di 15/18 (A Place to Heal) di Cédric Kahn, alla sua prima Mostra, al suo primo riconoscimento, vince il Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore emergente.

Niente da fare per l’Italia, che pure aveva cinque film in Concorso ed era senza la concorrenza di Hollywood, praticamente assente dal Lido.

Finisce dopo un’ora e mezza di cerimonia, un’altra ora e mezza di red carpet non sempre affollatissimo, tra la perseveranza dei fan che fino all’ultimo non mollano.

Riappare dopo dodici giorni il co-conduttore Nicolas Maupas in total black custom firmato Prada con vistosi polsini rosa, che, insieme a Greta Scarano (di nuovo in Armani Privé), aveva presentato la cerimonia della serata inaugurale e ora tengono insieme le fila di quella conclusiva.

Sfila la cantante Francesca Michielin, chiamata a cantare sul palco della Sala Grande, che si sorregge lo strascico da sola.

Il co-conduttore Nicolas Maupas
La cantante Francesca Michielin

Nell’attesa di Pierfrancesco Favino, (arriva, non arriva) protagonista del film di chiusura Dio ride di Giovanni Veronesi, passano le giurie, tra cui quella di Venezia 83 presieduta da Maggie Gyllenhaal, la regista e giurata Kaouther Ben Hania in oro croccante, Riccardo Scamarcio in odore di premio (riceverà il Premio Orizzonti per la miglior interpretazione maschile accolto con un wow).

Maggie Gyllenhaal, presidente di Venezia 83
La regista e giurata Kaouther Ben Hania
Riccardo Scamarcio

Per il secondo anno, dopo una lunga assenza, ritorna sul tappeto rosso anche il conte Giovanni Volpi di Misurata, 89 anni, figlio di Giuseppe Volpi di Misurata, fondatore della Mostra veneziana.

Pietrangelo Buttafuoco con il conte Giovanni Volpi di Misurata

E ancora, in ordine sparso, Tiziana Rocca con il marito Giulio Base, il direttore di Venetian Heritage Toto Bergamo Rossi, Roberta Rossi tra Sigifrido di Canossa e Fabio Moretti, presidente del Conservatorio Benedetto Marcello.

Con il cappello da cowboy

Ultimo red carpet dei Leoni mentre il Lido già smobilita. Annunciate le date di Venezia 84: sarà dal primo all’11 settembre 2027.

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