Salone Nautico 2026

Salone Nautico, tutti a bordo

Mai fine maggio fu più torrida, mai un sindaco uscente e il suo successore, mano sulla mano, tagliarono insieme il medesimo nastro, mai il Coro della Fenice alzò al cielo le voci libero come l’aria, anche da bacchette sgradite.

Tutto cambia alla settima edizione del Salone Nautico in Arsenale, specchio d’acqua della nuova amministrazione e dei nuovi equilibri in una laguna che, dopo mesi di tormenti, sembra aver ritrovato il proprio baricentro.

Il taglio del nastro del Salone Nautico

La manifestazione promossa dal Comune di Venezia e organizzata da Vela spa in collaborazione con la Marina Militare, fortissimamente voluta da Luigi Brugnaro passa ora a Simone Venturini con tutti i suoi numeri: circa 300 imbarcazioni, 270 espositori, un bacino di 55.000 mq, oltre 1.100 metri lineari di pontili, 30.000 mq tra spazi espositivi esterni e le Tese.

Da oggi a domenica 31 maggio le imbarcazioni più belle del mondo, yacht, catamarani, barche a vela, gommoni, a propulsione elettrica, ibride e a idrogeno, e la cantieristica tradizionale della laguna si ritrovano vicine vicine.

Ecco otto barche da tener d’occhio.

Pershing 6X – Gruppo Ferretti

Tecnologia all’avanguardia, design aggressivo, in fibra di carbonio, velocità massima 48 nodi. Non naviga, vola. Infatti l’ha acquistato anche il pilota britannico di Formula1 George Russell spiegando che è l’equivalente di guidare un’auto di Formula 1, ma sull’acqua.

Greenline 42 – Greenline Yachts

Per lupi di mare ecologicamente corretti, arriva per la prima volta a Venezia Greenline 42. Con 10 pannelli solari da 430 W e filosofia Hybrid Ready, permette una velocità di crociera elettrica fino a 6,5 nodi. Consumi ridotti e tintarelle in santa pace.

Aquariva SpecialRiva

I motoscafi Riva sono sempre uno spettacolo. Lunghezza 10,70 metri, larghezza 2,80, la versione Special è il restyling del leggendario Aquariva. Piacerebbe a 007 che portò sul grande schermo il Riva Aquarama e lo conficcò nel cuore di collezionisti, imprenditori, artisti e famiglie reali.

Amber One – Sunreef Yachts

Ventun metri di lusso sonante, scafo color testa di moro con finiture dorate, una terrazza a prua, il pozzetto per cene all’aperto, un salone che è un vero salone, Amber One è un catamarano che non deve chiedere niente. Il garage per i giochi d’acqua include un tender, moto d’acqua, seabob, e-foil, kayak, quindi la noia è scongiurata. D’impatto anche il prezzo: 7 milioni l’imbarcazione, 53.000 euro per la crociera di una settimana.

CyberCatBelisama Yacht

100% elettrica, 100% in alluminio, 100% sostenibile: è CyberCat, imbarcazione elettrica in alluminio, progettata per la raccolta dei rifiuti galleggianti, con particolare attenzione alla plastica. Ideata dalla startup veneta Belisama Yacht, composta da sette giovani laureati in varie discipline, è modulare e, naturalmente, riciclabile.

LuciettaRepower

Primo taxi veneziano full electric, è stato protagonista della serie di Apple Tv + The Studio girata lo scorso marzo in laguna. L’imbarcazione è stata usata dalla produzione per trasportare le star – tra cui Seth Rogen, Michael Keaton e Madonna – da un set all’altro. Per alcuni elementi e finiture, è stata coinvolta Rehub, una startup di Murano che recupera gli scarti delle vetrerie.

Gran Turismo 50 – Beneteau

In anteprima mondiale, il gruppo francese Beneteau porta in Arsenale l’ammiraglia della serie Gran Turismo, il GT 50. Coupé cruiser di quasi 16 metri, è dotato di una coperta principale full-space e di una grande piattaforma bagno a immersione.

Futura 2 – AS Labruna

Sembra uscita da una canzone di Lucia Dalla questo gozzo elettrico in vetroresina. Lungo 6,80 metri, in vetroresina, ha un’autonomia di 12 ore a 5 nodi, e può raggiungere una distanza di 60 miglia nautiche, con una punta di velocità massima di 7 nodi. Il prezzo è 50.000 euro. Come è profondo il mare.

  1. ti ringrazio per il report
    Poiché so che sei giornalista molto attenta, da questo tuo articolo capisco che l’annunciata attenzione verso le imbarcazioni in legno non è così evidente.
    Delle attività produttive lagunari non interessa granché evidentemente.
    è sufficiente avere “Venezia come vetrina internazionale del Made in Veneto” (Carron, Confindustria)
    Cercherò di andarci

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