Locanda Cipriani Torcello

Riapre la Locanda Cipriani

Riapre la Locanda Cipriani, interamente ristrutturata, poiché molto tempo è passato da quando, nel 1936, Giuseppe Cipriani decise di acquistare una piccola osteria a Torcello e, con l’intuito che lo precedette per tutta la vita, vide lontano.

La Locanda Cipriani a Torcello

Novant’anni più tardi, dopo il passaggio di proprietà da Bonifacio Brass al Gruppo Cipriani e dopo tre anni di restauri molto impegnativi, la locanda cara ad artisti, scrittori e teste coronate, ritorna nella sua quiete intatta; un po’ laguna, un po’ campagna, la chiesa di Santa Fosca come dirimpettaia, il campanile della Basilica di Santa Maria Assunta a vigilare dai suoi 50 metri di altezza.

Il pergolato di uva canadese

La natura di questo minuscolo mondo fuori dal mondo è rimasta la stessa: il prato pettinato con cura, il pergolato di uva canadese, gli orti di primizie che passano direttamente dalla terra alle cucine del ristorante, gli alberi secolari, la carciofaia oltre il muretto, lo sciabordio nel canale, il ghiaino nel quale sono affondati con grazia i tacchi di innumerevoli signore.

Uno degli orti della locanda
Il giardino

La ristrutturazione, seguita personalmente da Arrigo Cipriani e dal figlio Giuseppe, ha ridisegnato invece la distribuzione e gli arredi degli spazi interni.

Le chiavi sono dieci, tra camere e suite, alcune con la terrazza privata, servizio maggiordomo, arredate con tessuti Rubelli e Dedar; le lampade e i lampadari sono delle vetreria Venier, la boiserie è in mogano, i bagni in marmo, la biancheria da letto è di Rivolta Carmignani (a scelta tra cotone e lino), i quadri sono quelli originali con le loro cornici vissute, così come le antiche travature.

L’ingresso
Il ristorante interno

La suite Hemingway, dove lo scrittore soggiornò dal novembre del 1948, conserva ancora la scrivania sulla quale fu scritto Di là dal fiume e tra gli alberi, ben ispirato da sei bottiglie di Amarone per volta. Il costo va dagli 800 ai 1.500 euro a notte, inclusa la storia che non ha prezzo.

In fase di realizzazione, nell’ala a piano terra, anche la spa e la palestra.

La suite Hemingway
La suite con vista sul canale

Il nuovo passo della locanda guarda allo stile dell’Harry’s Bar e all’eleganza di Casa Cipriani a Milano, sommati per induzione; e se l’atmosfera di un tempo è andata un po’ perduta, altro è arrivato in sua vece (ma per la piscina bisognerà attendere).

I tovaglioli in lino croccante, il rotolino steso sopra la tovaglia prima del dessert, il bancone del bar su modello di quello di calle Vallaresso e quell’accoglienza, praticata ogni giorno da Arrigo Cipriani e vanamente imitata, per mettere i clienti a proprio agio.

Il menu

Alla locanda, nell’arco di quasi un secolo, sono passati la Regina Elisabetta, Charlie Chaplin, Margaret Thatcher, Carlo e Diana, Maria Callas, Monica Vitti, Paul Newman, Orson Welles, Tom Cruise che hanno fatto del libro degli ospiti un dizionario alto così del bon vivre.

  1. Aspettavo con ansia la riapertura di questo posto che considero magico. Purtroppo, i prezzi sono sfacciatamente fuori misura per un menù che è fortunatamente rimasto legato al territorio.

  2. Peccato aver fatto una replica di Casa Cipriani e un menu con i prezzi da Harry’s Bar.
    Sarebbe stato più interessante mantenere lo stile della Locanda Cipriani. Era così speciale proprio perché unica.

  3. Bello , mi piace la ristrutturazione!! Noi ci siamo sposati in quel posto e venivamo sempre come ricordo , ma il nuovo menù a mio parere un po’ troppo caro . Non si può pagare per fare un esempio (43 euro un piatto di prosciutto e melone ) . Per carità sono sicuro che i piatti saranno buoni come il solito , ma la materia prima quello ha di valore . Peccato perché non vedevo l’ora di tornarci

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