Hotel Savoia & Jolanda Venezia

Bentornato Savoia & Jolanda

Dopo due anni di lavori e un investimento complessivo di dodici milioni di euro, riapre a Venezia l’Hotel Savoia & Jolanda, allineandosi al miglio dei grandi alberghi in Riva degli Schiavoni.

Mancava solo lui, così intimo e ricco di storia, legato a Casa Savoia fin dalle origini che risalgono ai primi anni del 1800.

Monta infatti la guardia, a pochi passi dall’ingresso, il monumento equestre dedicato al re Vittorio Emanuele II e inaugurato nel 1887 dal re Umberto I e dalla regina Margherita di Savoia ospiti dell’hotel che vide correre nei corridoi, durante la sua infanzia, la principessa Iolanda Margherita inseguita da uno stuolo di tate.

L’Hotel Savoia & Jolanda in Riva degli Schiavoni

La regalità ha sempre accompagnato la vita dell’albergo che ha cambiato nome più volte, prima Bavaria e Jolanda, poi Savoia Hotel & Principessa Jolanda, quindi, dagli anni ’40, Savoia & Jolanda, oggi e per sempre.

L’edificio, di proprietà della famiglia Rado, è stato dato in gestione a Savini Group che a Milano conta l’omonimo ristorante in Galleria Vittorio Emanuele, il ristorante del Teatro alla Scala – Il Foyer e il Sebastian Cafè di via Dante, riprodotto negli arredi e nella cucina all’interno dell’albergo veneziano.

Una camera con vista su Bacino San Marco
La vista dall’altana privata della camera 403 b

Quarantacinque camere, la numero 403 b con altana privata già must book per il prossimo Redentore, una ghirlanda di finestre e balconi affacciati su Bacino San Marco, il quattro stelle superior continua a raccontare il proprio passato attraverso opere d’arte, ritratti, documenti dedicati alla famiglia reale sabauda.

Il Sebastian Cafè aperto dalle 8 alle 23
Il menu del ristorante

La ristrutturazione, in stretta collaborazione con la proprietà, ha coinvolto le maestranze e gli artigiani locali. Arredi, lampadari e vasi in vetro di Murano, oltre a soluzioni tecnologiche come gli specchi con televisore incorporato che, spento il telecomando, riflettono cielo e laguna.

Aperto anche ai clienti esterni il Sebastian Cafè, 150 posti tra dehor e sala interna: divani, cuscini, pareti, abat-jour, menu rivestiti da un tessuto a fitto fogliame disegnato dall’amministratore delegato del Gruppo, Sebastian Luca Gatto.

Dalle 8 alle 23, dal cappuccino all’aperitivo fino alla cena, il ristorante offre una proposta gastronomica ispirata al Mediterraneo con influenze italiane, greche e mediorientali. Prezzi intorno ai 50-60 euro, vini esclusi.

Da sinistra, Guido Rado, Sebastian Luca Gatto,
il sindaco Simone Venturini, Lucio Rado

L’hotel manager è Antonio Calella, lo chef Michele Chiaranda, il direttore della ristorazione Fulvio Zanella, il barman Claudio Trevisan, subito in azione con i suoi mirabolanti cocktail davanti al sindaco Simone Venturini.

Nell’anno dei grandi alberghi – Orient-Express in Strada Nuova, Airelles Palladio alla Giudecca, Danieli con l’insegna Four Seasons un ponte più in là – mancano ancora all’appello il Bonvecchiati in Bacino Orseolo e il Bauer a San Moisè.

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