Una troupe dopo l’altra, negli stessi giorni, nei medesimi luoghi; barconi carichi di attrezzature che ormeggiano ovunque, le tensotrutture nere per attori, mensa e sartoria montate e smontate in un amen, campi e calli illuminati a giorno.
Amazon MGM Studios non ha ancora terminato di girare la commedia romantica Upgraded 2 che subito sbarca in laguna Netflix Italia con la serie tv Il Fattore Umano prodotta da Cattleya e diretta da Andrea De Sica, protagonisti Federico Cesari (Tutto chiede salvezza) e Valentina Romani (già zingara Naditza in Mare Fuori).

Diciotto giorni di riprese, soprattutto di notte, fino alle 4 del mattino a suon di thermos di caffè, con spiegamento di uomini e mezzi, frotte di comparse che migrano di scena in scena ed è già straordinario che tutto fili liscio come in una quadriglia.
Ormai le produzioni si strappano l’un l’altra le location, come l’ambitissimo campo Santi Giovanni e Paolo, che ormai piace come Piazza San Marco, pur con qualche variante per esigenze di copione.

Nelle scene de Il Fattore Umano, l’ospedale civile diventa ospedale San Lio mentre in Upgraded 2 è lo sfondo di una passeggiata dell’attrice Camila Mendes persa nei suoi pensieri amorosi.
Il campiello della Fenice è stato scelto da Netflix Italia per una scena di Carnevale, un martedì grasso sotto la pioggia, con figuranti in costume e masegni opportunamente bagnati con gli idranti.

Va fortissimo anche Palazzo Cavalli-Franchetti, all’Accademia, già cornice dell’apparizione di Lily Collins in abito rosso da diavolessa per la serie tv di Netflix Emily in Paris, e set a ripetizione in questi giorni di fine ottobre, dove non si capisce più dove finisca un ciak e inizi l’altro.
In pescheria a Rialto ormai si vedono più proiettori che branzini, così come nel rio di San Trovaso si fatica a distinguere il cofano di scena da quello vero.


La realtà è diventata bravissima a diventare finzione, costi quel che costi, e a Venezia ogni minuto di ripresa vale oro, ma evidentemente ripaga dell’investimento.
Un set via l’altro, senza badare al conquibus: così è stato per la seconda stagione della serie televisiva The Studio con Michael Keaton, Julia Garner e Madonna, lo scorso marzo; e prima per FBI: International di Dick Wolf e Derek Haas, per il thriller Lost in Venice e Primavera con Michele Riondino e la regia di Damiano Michieletto.
Tra pochi giorni tocca a Tanko, il nuovo film del regista bellunese Francesco Sossai ispirato all’assalto al campanile di San Marco da parte dei Serenissimi la notte tra l’8 e il 9 maggio 1997 e al blitz delle forze dell’ordine.


