Venezia 82

Venezia 83 senza Hollywood

Arrivederci Hollywood, i film tanto attesi non erano pronti, usciranno in autunno; così molti divi resteranno a casa e se ne riparlerà l’anno prossimo.

Benvenuta Italia, con cinque tra i 20 film in Concorso e il ritorno dopo 37 anni del regista Nanni Moretti, dal ciuffo alla barba bianca è stato un attimo, che porta al Lido il melodramma sentimentale Succederà questa notte con Louis Garrel e Jasmine Trinca.

La 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, 2 al 12 settembre, presentata dal presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco e dal direttore Alberto Barbera, è figlia di questi tempi, specchio di guerre, crisi, conflitti; dunque ci sarà poco da ridere e molto da riflettere.

George Clooney Venezia 82
George Clooney riceverà il Leone d’Oro alla Carriera

Soprattutto, bisognerà restare svegli a oltranza, perché alcuni registi si sono lasciati prendere la mano realizzando opere lunghe quanto un volo per New York.

Luca Guadagnino, per dire, ritorna al Lido con Joie de Vivre, documentario Fuori Concorso su Bernardo Bertolucci che dura sette ore e 25 minuti; la biografia su Jorge Luis Borges dell’argentino Mariano Llinás arriva a 330 minuti; poco meno di quattro ore il documentario Musk, nel quale il regista statunitense Alex Gibney racconta “senza filtri” l’uomo più ricco del mondo (che pare non l’abbia presa benissimo).

Il presidente Buttafuoco e il direttore Barbera

Sono 88 i lungometraggi della selezione ufficiale, 18 i cortometraggi, 19 i lungometraggi restaurati di Venezia Classici, 68 le opere di Venice Immersive, scelti tra i 4740 titoli iscritti, per un totale di 62 paesi rappresentati, incluse le Isole Salomone.

Cinefili in attesa del docu Be Brave (Fuori Concorso) di Francesco Carrozzini dedicato a Renzo Rosso, fondatore di Diesel, interamente lavorato con l’intelligenza artificiale.

Tutta reale, in carne e ossa, a ritmo rock, invece, l’anteprima mondiale di Oasis: Don’t look back in anger, film evento diretto da Dylan Southern e Will Lovelace sul trionfale tour di reunion di Liam e Noel Gallagher dopo 15 anni di litigi furibondi, sul red carpet finalmente in amicizia e fratellanza.

La presentazione della 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Ancora musica con Russell Crowe nei panni di regista per raccontare la storia della sua band Indoor Garden Party nel documentario What Love Builds (Fuori Concorso).

Peccato di Valerio Vestoso sarà l’unica serie tv presente in Mostra, ma la sua passerella si annuncia affollatissima: in fila sul tappeto rosso 24 tra attori, registi, presentatori, praticamente mezza Cinecittà, da Paola Cortellesi a Fabio Fazio fino a Gigi Marzullo che forse si interrogherà se il peccato sia una colpa o se la colpa sia un peccato.

I fan dietro le transenne si faranno bastare Nick Nolte (Company di Casey Affleck), Vincent Lindon (Un bon petit soldat di Stéphane Brizé), John Malkovich (Wilde Horse Nine di Martin McDonagh), Robert Pattinson (Primetime di Lance Oppenheim), Orlando Bloom (Bucking Fastard di Werner Herzog), la coppia delle coppie Penélope Cruz e Javier Bardem (Bunker di Florian Zeller), tutti in Concorso.

Il glamour, le crisi isteriche, le dita negli occhi, le notti in tenda, gli smartphone sguainati si concentreranno su George Clooney, undici volte alla Mostra del Cinema, quest’anno chiamato a ricevere il Leone d’Oro alla Carriera, che sa un po’ di fine e invece, magari, sarà un nuovo inizio.

  1. Sarà una Biennale in sordina? Specchio dei tempi?
    Film lunghissimi per cinefili?
    George Clooney onnipresente?
    Grazie Manuela per l’approfondita presentazione.

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