Riapertura Danieli, a Four Seasons Hotel

Danieli, la bellezza ritrovata

Molto è cambiato, affinché tutto restasse com’era; gli oltre due secoli di storia, la scalinata della corte interna in stile moresco, le colonne, le sale, la terrazza a un metro dal cielo, le chiavi con il fiocco rosso.

Dopo sette mesi di chiusura per lavori di ristrutturazione, riapre con l’insegna Four Seasons l’Hotel Danieli, uno e trino: il gotico Palazzo Dandolo, Palazzo Casa Nuova, originariamente tesoreria della città, che da fine anno ospiterà una spa con piscina, e Palazzo Danieli Excelsior, l’ala più recente dell’albergo.

La sala a piano terra dell’Hotel Danieli
Un’altra immagine del salone

Soft opening per l’hotel in Riva degli Schiavoni la cui nuova gestione ha affidato a Pierre-Yves Rochon il restyling degli interni, inclusi i pavimenti, le dorature e le opere in pietra dell’atrio di Palazzo Dandolo, la Sala delle Maschere che diventa reception con tavoli a specchio, le suite, gli arredi interamente rinnovati del ristorante al quinto piano in tinta con il cielo, 95 posti nelle sale interne, 69 in terrazza, il menu dell’executive chef Adriano Rausa e un falconiere per tenere lontani i gabbiani.

Il Bar Dandolo

L’interior designer francese è entrato al Danieli con i guanti di velluto insieme a uno stuolo di maestranze locali, ai tessuti di Rubelli, ai lampadari in vetro di Murano e a una collezione di opere d’arte tra dipinti, sculture, vasi, specchi antichi, oggetti preziosi ispirata all’essenza del Grand Tour, quando Venezia era meta irrinunciabile di artisti, scrittori e viaggiatori che ben sapevano dove andavano e come farlo.

Gli interni presentano una palette di colori ispirata alla laguna, con tonalità di verde celadon, azzurro tenue, terracotta, ocra e rosa cipria, in un richiamo dolce e continuo con le architetture della città.

La Sala delle Maschere

La storia, dunque, non si tocca, men che meno quella del palazzo costruito nel 1471 come residenza della nobile famiglia Dandolo, poi diventato Albergo Reale nell’ottobre del 1822 per volontà dell’imprenditore analfabeta Giuseppe Dal Niel e subito ribattezzato Danieli, per tutti e per sempre, destinato a ospitare principi, ambasciatori, musicisti, cantanti, cardinali, scrittori, divi di Hollywood.

La corte con la scalinata

Il tempo, anche quando è clemente, raramente fa sconti e il restauro dei tre edifici era sicuramente desiderabile.

Decine di decoratori, falegnami, marmisti, pittori, terrazzieri hanno lavorato dallo scorso 7 gennaio a oggi per riconsegnare alla città e al mondo un albergo che tiene insieme molte anime, pieno di vita e di vite, una stratificazione di secoli, cultura, stili, mode, incontri, amori – anche turbolenti – che hanno fatto epoca.

«Un traguardo entusiasmante» spiega Christian Zandonella, General Manager dell’albergo «dopo mesi di dedizione e meticoloso restauro».

Il ristorante Terrazza Danieli
La vista dal ristorante
Il General Manager Christian Zandonella

L’albergo riapre con 120 le camere, di cui 52 suite, che diventeranno complessivamente 168 una volta completato il restauro di Palazzo Danieli Excelsior nel 2027.

La Doge Dandolo Royal Suite, all’angolo del primo piano nobile di Palazzo Dandolo, attende i suoi ospiti con una vista a 180 gradi su Bacino San Marco, l’affresco di Jacopo Guarana sul soffitto, tre balconi, 148 m² di superficie.

Tre piani più in alto, la Presidential Suite interamente rinnovata, 133 m² di superficie, dispone di un salotto con tavolo per sei persone, un powder room per gli ospiti e un pillow menu dal quale scegliere, come un cocktail, il cuscino preferito.

Una delle suite con vista su Bacino San Marco
I tra palazzi dell’Hotel Danieli

In queste stesse camere passarono, sognarono, litigarono, fecero pace Eleonora Duse e Gabriele d’Annunzio, George Sand e Alfred de Musset; qui trovarono ispirazione, o una pausa dall’ispirazione, Charles Dickens, Honoré de Balzac, Marcel Proust, Richard Wagner.

Fu in questo palazzo che, nel 1957, Aristotele Onassis conobbe Maria Callas grazie ai buoni uffici della giornalista americana Elsa Maxwell e subito iniziò un corteggiamento serratissimo durato due anni.

Riapre l'hotel Danieli a Venezia
L’intesso dell’hotel in Riva degli Schavoni

Ad accogliere il nuovo c’è dunque un passato che non passa, fatto di marmi e di volti, i cui nomi imbottiscono pagina dopo pagina il libro d’oro degli ospiti.

Per Four Seasons si tratta della quarta struttura nel porfolio in Italia dopo Milano, Firenze e Taormina. Come spiega Rainer Stampfer, Presidente Global Operations, Hotels and Resorts di Four Seasons, «in collaborazione con il nostro partner di lunga data, Gruppo Statuto, offriamo agli ospiti l’opportunità unica di vivere la magnificenza di Venezia in un modo completamente nuovo».

Il falconiere del ristorante

In questa meraviglia ritrovata, anche le decorazioni floreali sono uno spettacolo grazie alla serra di fiori freschi che arriva in barca ogni mattina.

  1. Interessante il servizio.
    Speriamo che alcuni locali possano essere visitabili anche dai comuni mortali.

  2. Che meraviglia chissà quali altri incontri ospiterà questa nostra magica Venezia che si rinnova continuamente .Speriamo che invogli a stabilirsi in maniera permanente e non solo da visitatori di passaggio.
    Alessandra

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