Casa-Museo Pierre Cardin

Pierre Cardin, ritorno al futuro

La moda del futuro ritorna nel presente, a Ca’ Bragadin, dimora veneziana di Pierre Cardin, che qui visse felicemente e freneticamente produsse, sempre con il pennarello nero in mano, fedele al suo motto lavoro, lavoro, lavoro.

A sei anni dalla sua scomparsa e a 75 anni esatti dal Ballo del secolo di Charles de Beistegui per il quale il giovane Cardin confezionò trenta costumi, il palazzo in calle de la Regina, a Santa Croce, diventa una Casa-Museo e riapre i saloni per accogliere 350 modelli storici dello stilista, realizzati dal 1950 al 2020, tra abiti, borse, cappelli, gioielli, occhiali, accessori, oggetti di design.

La Casa-Museo di Pierre Cardin
Uno degli abiti esposti
Un altro modello da sera
L’audacia dello stilista

A mettere al sicuro l’archivio del couturier, che conta oltre 13.000 pezzi, è il nipote, figlio spirituale e presidente della Maison, Rodrigo Basilicati Cardin; una vita a fianco dell’immenso zio, custode del suo genio e dei suoi capricci, testimone di quell’epoca favolosa in cui lo stilista di origini trevigiane, classe 1922, fece e disfece la moda a modo suo.

Due modelli “spaziali”

La prima minigonna, il bubble dress, colori pazzeschi, modelli mai visti prima, l’utilizzo audace di plexiglass, vinile, plastica per soprabiti che danzano, vestiti che sembrano sculture, cappelli che svettano, tagli che denudano, spalle aguzze, cerchi in filo di ferro non sempre comodissimi, magari non adatti a tutti i giorni, ma cosa sarà mai, come se la sua moda fosse un’architettura in continuo movimento.

Il celebre capotto rosso plissettato
L’abito poi indossato da Naomi Campbell

Nelle sale che conservano gli arredi originali, su una superficie di 1000 m², la Casa-Museo, curata da Andrea Burroni, apre alla città e al mondo come un atelier vivo, in continuo divenire, che ogni 3 settembre presenterà nuovi pezzi a rotazione.

In mostra anche l’abito in crêpe di lana poi indossato da Naomi Campbell e il celebre cappotto rosso plissettato in panno di lana del 1952 che fece innamorare un compratore texano il quale ne ordiò subito 200.000 pezzi.

Da sinistra, Rodrigo Basilicati Cardin e il sindaco Simone Venturini

Primo sarto di Dior, stilista dei Beatles per i quali disegnò le camicie senza colletto, Cardin mise il proprio marchio su alberghi, ristoranti, spettacoli, porcellane, profumi, persino sull’acqua minerale. Affascinato dallo spazio, inventò collezioni siderali per proiettare le donne su altri pianeti.

Palazzo Bragadin, la Casa-Museo di Pierre Cardin

Festa inaugurale a tema spaziale, in omaggio alla visione futuristica che ha reso Cardin uno degli stilisti più rivoluzionari del Novecento. Dress code: Space Age Style.

Signore comprensibilmente in ambasce per presentarsi a palazzo minimamente galattiche. A disposizione, dei 500 ospiti, accessori, cappe, occhiali e mascherine per sentirsi almeno un po’ sulla luna.

Il party spaziale a Palazzo Bragadin

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