Nella seconda estate più calda di sempre (la prima fu quella del 2003), alla Mostra del Cinema più rovente degli ultimi vent’anni, sul tappeto rosso che rilascia calore quanto una stufa ampezzana, uomini e cose sembrano sul punto di sciogliersi.

Non c’è speranza, non c’è salvezza; i 30 gradi fissi, con umidità al 65%, picchiano democraticamente su tutti. La traspirazione non è mai tirannica; pareggia attrici, attori, registi, ospiti degli sponsor, modelle, influencer egualmente angosciati dalla comparsa di aloni inopportuni. Quindi, bisogna agire.
Non è la caccia a un posto in sala, né a un selfie o a un autografo a muovere le masse lidensi, bensì quella al ventaglio.

L’accessorio prediletto da Elisabetta I d’Inghilterra diventa il salvavita in passerella, più indispensabile della borsetta alla quale tuttavia è impossibile rinunciare, non perché contenga il rossetto, ormai liquefatto, bensì i fazzoletti di carta, di cotone o di seta, a seconda dell’educazione ricevuta.
Il caldo estremo ha introdotto la figura della portatrice di ventaglio, che ha preso il posto della portatrice di strascico. L’attrice filippino-americana Liza Soberano, 28 anni, (nella foto d’apertura), non fa un passo senza l’assistente che la sventaglia.

Anche il make up ha i suoi problemi. Tremano i truccatori di Armani Beauty, Official Beauty Sponsor di Venezia 83, alle prese con incarnati che avvampano, fronti imperlate, ciglia umide. Sussultano gli hair stylist di fronte ad acconciature che crollano, mèches appena fatte e già sbiadite, lacca che diventa colla.
Arrancano certe signore infilate in abiti di tessuto sospettosamente sintetico; lo smoking perde la sua compostezza per diventare un forno di lana; e in questa evaporazione collettiva qualcuno guarda sconsolato la spiaggia dell’Hotel Excelsior come fosse il set nel deserto di Furiosa, magari con qualche comodità in più.

George Clooney, sensibile ai cambiamenti climatici, giovedì sera ha allungato la mano sulla fronte di Giovanni Fracassi, titolare del ristorante Da Ivo che l’aveva appena servito, e l’ha tamponata con affetto. Se il sudore è ecumenico, la solidarietà si adegua.

Cotti dal sole, ma temprati dall’abitudine, i fan dietro le transenne potrebbero cedere ombrellini e ventilatori portatili ottenendo in cambio di qualsiasi cosa, e invece tiè, se li tengono stretti. Oggi si boccheggia, poi domani chissà.




