Labirinto Borges restaurato

Ritrovarsi nel Labirinto Borges

Un libro aperto intagliato nel verde, pagine fitte di piccole foglie, un mistero che avanza sinuoso sul ghiaino senza mai svelarsi fino in fondo.

A quindici anni dalla sua realizzazione, e dopo il restauro conservativo sostenuto da PwC Italia, riapre alla Fondazione Giorgio Cini il Labirinto Borges, ipnotica opera vegetale dedicata allo scrittore argentino a 40 anni dalla scomparsa, ideata dall’architetto e diplomatico inglese Randoll Coate e ispirata al racconto Il Giardino dei sentieri che si biforcano concepito come un enigma.

Il Labirinto Borges alla Fondazione Giorgio Cini

Perdersi e ritrovarsi è (quasi) un attimo, tra le 3.250 piante di bosso alte 90 centimetri che corrono lungo i 1.150 metri di percorsi interni; come un’architettura botanica che attira i visitatori nei segreti dei suoi sentieri, dove la natura trova L’Aleph e si apre a infinite letture possibili.

C’è tutto Jorge Luis Borges nei corridoi di Buxus sempervirens disseminati di indizi che si estendono come un terzo chiostro, dopo quello dei Cipressi e del Palladio, a due viali di distanza dal Teatro Verde riaperto a giugno dopo quattro anni di ristrutturazione; e dunque, tra bosso e ligustro, chissà quante cose avranno da dirsi sui rispettivi giardinieri che si sono amorevolmente presi cura di loro.

Le piante di bosso

I simboli e gli oggetti cari allo scrittore s’intrecciano l’uno nell’altro su una superficie complessiva di 2.300 metri quadrati: la clessidra, una tigre, un bastone, un enorme punto interrogativo, il nome di Borges che si specchia in se stesso, l’età che aveva quando è morto (86), le lettere MK, le iniziali della vedova dello scrittore, Maria Kodama, scomparsa nel 2023, che tanto si spese per la realizzazione dell’opera nella città amatissima dal marito.

L’ingresso del labirinto

Il restauro, durato tre mesi, ha comportato la concimazione del suolo, il rinnovo dell’impianto di irrigazione, l’apporto di due metri cubi di nuovo terreno per favorire l’attecchimento delle piantumazioni. Quindi, sono state messe a dimora circa 160 nuove piante arrivate dal Belgio, selezionate con una chioma già folta e potate per allinearle allo skyline del labirinto.

Il risanamento ha previsto anche altri interventi per ampliare l’accessibilità, come il vialetto d’ingresso che, grazie alla posa di pannelli alveolari, sarà percorribile da persone con disabilità motoria e una mappa tattile che riproduce e spiega il labirinto.

Nel labirinto i simboli cari a Borges

Alla presentazione del restauro, tra gli altri, il segretario generale della Fondazione Giorgio Cini, Renata Codello, il presidente e amministratore delegato di PwC Italia, Giovanni Andrea Toselli, il direttore dei Seminari di Musica Antica, Pedro Memelsdorff e Guido Lorenzini dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

La presentazione

Il labirinto sarà visitabile da metà luglio; in autunno, PwC Italia metterà a disposizione del pubblico un weekend di apertura gratuita.

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