Uno dopo l’altro, ciascuno spettacolare a modo suo, dotati di ogni comodità immaginabile, piscine, eliporti, salotti in riva all’acqua; sono gli ospiti paganti di Riva Sette Martiri e Riva San Biagio, mai come in questo luglio canicolare affollate di mega yacht ai quali si è aggiunto il più atteso e contestato, Boardwalk dell’ambasciatore Usa in Italia Tilman J. Fertitta.

Arriva Andiamo che sembra un’esortazione a partire, e invece è un invito a restare, con i suoi 59 metri di lunghezza, gli interni firmati Fendi, le finiture in cristallo e perle, l’ascensore placcato oro. Costruita nel 2009 da Benetti, la barca è valutata intorno ai 30 milioni di dollari ed è di proprietà di Sir Michael Hintze, filantropo australiano-britannico e gestore di hedge fund.

Di fronte a questa parata da Salone Nautico, i veneziani si dividono. C’è chi dice no, c’è chi dice sì. C’è chi dice forse, purché paghino in maniera congrua. Qualcuno fa notare l’inquinamento, la sproporzione tra le case dei residenti e i villoni galleggianti; altri ricordano l’indotto fatto di cambuse da riempire, shopping no limit, ovviamente l’ormeggio.


Secondo il listino prezzi di Venice Yacht Pier, la società controllata da Venezia Terminal Passeggeri, per le imbarcazioni di lunghezza superiore ai 40 metri il costo è di 55 euro al metro per un giorno; che diventano 99 euro nel caso di eventi speciali, come la festa del Redentore, la Biennale Arte e la Mostra del Cinema.
La nave di Fertitta, valutata intorno ai 450 milioni di euro, in virtù dei suoi 117 metri (58 metri in meno di Piazza San Marco) verserà 11.583 euro al giorno, ovvero 35.000 euro per il long week end della notte famosissima, sorvegliato a vista nel caso entrassero in azione i No Global pronti ad accoglierlo lancia in resta.

Nella gara tra chi è più lungo, si prende il proprio spazio lo yacht HBC, 85,6 metri di lunghezza e un’opera d’arte a forma di QR code sullo scafo, di proprietà della famiglia reale saudita.
Un attracco più in là, ormeggia la nave da esplorazione Audace, già di proprietà dell’ex presidente di Indesit Andrea Merloni, lì dove nei giorni scorsi era fatto notare Man of Steel, yacht di 86 metri già di proprietà del regista Steven Spielberg e ora tra i beni del magnate canadese dell’acciaio Barry Zekelman.

Piscina a sfioro convertibile in piattaforma per elicotteri, palestra panoramica per allietare gli squat guardando il mare, sala cinema, ascensore interno. Il valore di Man of Steel è di 150 milioni di dollari, a cui vanno sommati altri 15 milioni per i costi annuali di gestione.

I 90 metri di Nero, lo yacht del miliardario irlandese Denis O’Brien ispirato allo storico Corsair II costruito nel 1899 per JP Morgan, restano indimenticabili per lo scafo classico, i ponti in legno e il fumaiolo giallo, utile anche in giornate di nebbia.
Tra l’uno e l’altro, tira la cima, molla la cima, lo skyline di Riva Sette Martiri si è adeguato alla sagoma bianca di Rose d’Or e a quella scura di Salt, altri 62 metri di lusso sonante con sei cabine, 17 persone di equipaggio e jacuzzi sul tetto.


