S’incomincia, e sarà una primavera incontenibile, affollatissima, pronta a superare d’un balzo quella dell’anno scorso; un profluvio di mostre, vernici, preview, palazzi che aprono, fondazioni che inaugurano, isole che riappaiono nuovamente in fiore dalle brume invernali.
La Biennale Arte 2026 (da sabato 9 maggio, tre giorni di pre-apertura il 6, 7, 8) e il mondo che le gira intorno si annunciano con mesi di anticipo, inviti a pioggia, mail che incalzano per farsi notare, calendario sotto mano in cui segnare tutto e, per gli ardimentosi, provare a non perdersi niente.

Provvidenziale l’anticipo sul tempo di Pinault Collection che, domenica 29 marzo, inaugura quattro mostre con quattro artisti: a Palazzo Grassi Michael Armitage. The Promise of Change e Amar Kanwar. Co-travellers esplorano identità, storia e memoria; a Punta della Dogana, Lorna Simpson. Third Person (nella foto d’apertura) e Paulo Nazareth. Algebra intrecciano installazioni, dipinti, archivi e performance per raccontare nuove prospettive sul presente.


Sarà un fine settimana fitto fitto, perché sabato 28 marzo Berggruen Arts & Culture presenta alla Casa dei Tre Oci la mostra del pioniere dell’arte concettuale Joseph Kosuth, noto per le celebri opere al neon, dal titolo The-exchange-value-of-language-has-fallen-to-zero.
Ca’ Pesaro risponde nelle stesse ore con la prima ampia esposizione dedicata in laguna a Jenny Saville e alle sue tele monumentali, ricambiando il profondo affetto dell’artista per Venezia.

Pausa, ma per poco. Il 16 aprile l’Archivio di Stato aprirà per la prima volta nella sua storia come sede espositiva per la mostra ARCHIVIO di Dayanita Singh, tributo dell’artista indiana al proprio archivio di immagini e agli archivi italiani che ha fotografato negli ultimi dieci anni.
Il 18 sarà Palazzo Vendramin Grimani a presentare Patrick Saytour. Le pli et le temps / La piega e il tempo, a cura di Daniela Ferretti, che porta negli spazi della Fondazione dell’Albero d’Oro i risultati della ricerca dell’artista francese fatta di pieghe, tagli, bruciature, strappi, cuciture.
Stessa riva del Canal Grande, qualche dimora più in là, il 25 aprile Palazzo Pisani Moretta riaprirà come nuova Fondazione Dries Van Noten, attesissima, lanciatissima, con la mostra The Only True Protest Is Beauty; e di bellezza ce ne sarà a non finire tra gli oltre 200 oggetti di moda, artigianato, gioielleria, design, arte, fotografia, vetro, ceramica scelti da Van Noten dopo l’acquisto della dimora nel maggio dell’anno scorso.

Il giorno prima, venerdì 24, nel giardino di Ca’ Venier dei Leoni cocktail per la mostra Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista, a cura di Gražina Subelytė e Simon Grant, per celebrare l’avventura londinese di Peggy Guggenheim e della sua prima galleria, Guggenheim Jeune, attiva a Londra tra il 1938 e il 1939.
Poi, sarà il delirio. Da lunedì 4 maggio tutti inaugurano tutto. Berggruen Arts & Culture presenta a Palazzo Diedo la mostra Unfinished dell’artista britannica Ceal Floyer (scomparsa nel dicembre 2025) composta da video, fotografia, installazioni sonore, ready-made e sculture tra giochi di parole, doppi sensi e paradossi del quotidiano.
La Galleria Barovier&Toso, nel suo pop-up in Rio Terà della Carità a Dorsoduro, apre A Shea Garden: i tradizionali recipienti in argilla tradotti in vetro di Murano dalle mani dell’artista ghanese Ibrahim Mahama.
Anche Palazzo Erizzo Ligabue rivelerà nei suoi spazi il nuovo Palazzo delle Arti e delle Culture fortissimamente voluto da Inti Ligabue, mentre dall’altra parte della città, Anish Kapoor farà gli onori di palazzo a Cannaregio, con una mostra che raccoglie un centinaio di modelli di opere e idee progettuali dell’artista inglese di origine indiane. L’appuntamento è il 5 maggio a Palazzo Manfrin, sede della fondazione, che riapre al pubblico dopo quattro anni.


Il tempo di un light lunch e il mondo dell’arte sarà compatto alla Fondazione Cini, per la mostra dedicata agli Eroi d’Oro di Georg Baselitz, a cura di Luca Massimo Barbero, mentre, nelle stesse ore, Palazzo Bonvicini inaugura Penelope. Her Journeys, mostra al femminile protagoniste tre artiste internazionali.
Il 6 maggio, sotto lo stesso cielo, il primo giorno di vernice della Biennale Arte In Minor Keys di Koyo Kouoh; la prima mostra personale in Italia dell’artista ghanese Amoako Boafo al Museo di Palazzo Grimani, prodotta da Gagosian; la prima giornata di preview a Ca’ Corner della Regina, sede della Fondazione Prada, della mostra Helter Skelter: Arthur Jafa and Richard Prince.
Artisti, collezionisti, galleristi ora qui ora lì, ma soprattutto lì, intorno a Marina Abramović, 80 anni a novembre, prima artista donna vivente a essere celebrata con una grande mostra alle Gallerie dell’Accademia dal titolo Marina Abramović: Transforming Energy.
Gioia pura per i visitatori che saranno invitati a sperimentare una serie di Transitory Objects interattivi — letti e strutture in pietra con cristalli incastonati — sdraiandosi, sedendosi e attivando quella che Abramović definisce “trasmissione di energia”.

Poi c’è Diario Veneziano, a Ca’ Tron, con i 500 oggetti di 500 veneziani che comporranno un’opera collettiva ideata da Emilia Kabakov; e non si potrà perdere The Visitors a Ca’ Pesaro, installazione immersiva di Hernan Bas concepita appositamente per il museo che racconta i molti modi di essere turisti.
Tacchi bassi e quadricipiti allenati, il popolo biennalesco sarà atteso anche da SMAC, alle Procuratie Vecchie, per l’omaggio ad Alighiero Boetti (100 opere in otto sale); alla Fondazione Bevilacqua La Masa per Picasso, Morandi, Parmiggiani. Still Lifes; e ancora all’Abbazia di San Giorgio Maggiore dove sarà protagonista The Shape of Time dell’artista americano Barry X Ball.
Tra le 23 sculture in mostra, anche Pope Saint John Paul II, costata 12 anni di lavoro e realizzata in argento massiccio e oro 18 carati, in collaborazione con la gioielleria Damiani; praticamente un bene rifugio.

E via correndo, ora a piedi ora in motoscafo, per raggiungere l’isola di San Giacomo in Paludo che ritorna alla città grazie alla collezionista Patrizia Sandretto Re Rebaudengo pronta a stupire i suoi ospiti con un’installazione a dir poco spaziale.


