Il ristorante Oro (nella foto d’apertura) ritorna a splendere, con le pareti in vetro di Murano colato a mano e cinque vetrate affacciate sulla laguna, interamente rinnovato dall’architetto Peter Marino che ha concluso la seconda parte dell’intervento pluriennale di ristrutturazione dell’Hotel Cipriani, a Belmond Hotel, alla Giudecca.

Nel 2025 l’albergo aveva riaperto dopo otto mesi di lavori con la nuova lobby a doppia altezza, due grandi tele di Emilio Vedova, il soffitto di travi decorate, un’opera dell’artista Conrad Marca-Relli.
Ora è la volta della nuova spa Dior, di 25 camere ristrutturate (che saranno 71 a lavori conclusi) e del ristorante Oro dal soffitto surrealista, che dilata lo spazio, come sospeso su colonne inesistenti.

Peter Marino, presidente di Venetian Heritage, si muove all’Hotel Cipriani come fosse a casa, la proprietà lo adora e gli ha affidato l’anima dell’albergo inaugurato nel 1958 da Giuseppe Cipriani, con la piscina turchese d’acqua di mare, il giardino, l’orto, il campo da tennis, da sempre buen retiro dei divi di Hollywood, tra cui Jennifer Lopez, a inizio agosto e, tra pochi giorni, George Clooney che il 2 settembre sarà al Lido per ricevere il Leone d’Oro alla Carriera.

Per il ristorante una Stella Michelin, guidato dall’Head Chef Vania Ghedini con la direzione creativa di Massimo Bottura, ora aperto anche a pranzo (formule da 98 a 145 euro), l’architetto e designer newyorchese ha messo la propria firma su tutti gli arredi.
I lampadari dell’Atelier Pierpaolo Seguso, le sedie dorate, tavoli in mogano, i tessuti Rubelli che rivestono panche e sedute, i piatti prodotti da Geminiano Cozzi ispirati a Jackson Pollock e rifiniti in oro zecchino, i bicchieri Venini, le tovaglie e i tovaglioli Jesurum, i pavimenti Fantini con motivo in terrazzo ispirato al rococò veneziano.

Anche ritoccarsi il rossetto nei servizi del ristorante è un’esperienza: le pareti sono in vetro di Murano fuso a mano prodotto da UniSVE e misto a foglia d’oro, il cui posizionamento è stato affidato a un algoritmo.
In quest’estate amazzonica, inaugura – provvidenziale – anche la spa Dior ai cui rituali di bellezza si affideranno le attrici per arrivare fresche come rose alla prossima Mostra del Cinema.

La spa, cinque cabine di cui una matrimoniale, aperta anche ai clienti esterni, è stata concepita sulla scia di quella che Christian Dior ricordò sempre come la notte più memorabile della sua vita: il Ballo di Don Carlos de Beistegui a Palazzo Labia il 3 settembre 1951, per il quale realizzò una collezione di abiti favolosi.
Tra i trattamenti c’è infatti il Grand Bal, quattro ore di pura delizia al costo di 700-800 euro. Viso, manicure, pedicure, acconciatura, trucco e via, verso il red carpet del Lido.

Dal 2019 di proprietà del Gruppo LVMH, l’albergo completerà la ristrutturazione nell’arco del prossimo anno, sempre durante il periodo invernale quando l’albergo resta chiuso.


